Le innovazioni nel compostaggio regionale

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Stiamo partecipando all’inchiesta pubblica indetta dall’Assessorato Reg.le all’Ambiente sull’ ”Efficientamento energetico ed ambientale dell’impianto di produzione compost e biometano Tersan Puglia” intervenendo nelle sessioni pubbliche dedicate all’argomento. La documentazione esaminata ci ha consentito di farci una prima idea al riguardo ma ci ripromettiamo di preparare un documento specifico. Le motivazioni che hanno sospinto la Tersan Puglia, titolare dell’impianto di compostaggio della FORSU e di produzione di ammendante compostato, ad ammodernare il suddetto impianto riguardano esclusivamente il recupero e il trattamento delle “acque di processo” che si liberano durante le fasi di stoccaggio, spremitura e compostaggio della FORSU. Questi liquidi in eccesso (percolato di compost e spremitura dei rifiuti) non possono essere riciclati direttamente perché vi sono dei vincoli normativi e tecnologici (apprestamento di sistemi “a pioggia” per l’umidificazione del materiale); in secondo luogo, questi reflui contengono in grande quantità in soluzione e/o in sospensione, particelle organiche a basso peso molecolare che hanno una eccellente potenzialità umigena se opportunamente recuperate e avviate al compostaggio. Allo scopo di valorizzare questi reflui e di abbassare la loro carica inquinante, si intende sottoporli ad un trattamento di “digestione anaerobica” (DA), in assenza di ossigeno, che permette di recuperare metano + CO2, e una fase solida (digestato) da avviare a compostaggio nei capannoni già operativi nello stesso impianto per la trasformazione (aerobica) della FORSU. Questa integrazione tecnologica dell’impianto di compostaggio esistente non ne modifica la capacità complessiva (91000 t/a di FORSU, come da autorizzazione regionale), ma consente di ottenere oltre che compost di qualità, anche ca. 2 mln m3/anno di metano (grezzo) e di ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera di 3700 t/anno, tramite un impianto di DA, di piccola scala. L’esame del progetto ci ha consentito di accertare che tutte le fasi di trattamento “anaerobico” sono corredate da una puntuale indicazione dei sistemi di abbattimento degli impatti odorigeni che, comunque, in tutti i processi di DA (anche della sola FORSU) sono molto ridotti perché la fase attiva avviene in assenza di ossigeno ed in ambiente confinato. Naturalmente, il biogas ottenuto, come è noto, va purificato per eliminare dalla miscela la CO2 e concentrare il metano (che passa dal 60 al 98%). La purificazione del biogas ha luogo attraverso una membrana (permeabile alla CO2) e quindi è essenzialmente di natura fisica e richiede solo un impiego molto limitato di cloruro ferrico (per abbattere i solfuri). Il biometano che si ottiene (gas rinnovabile) può essere impiegato come carburante o immesso direttamente nella rete SNAM. La fase solida residua della DA del percolato di compost e dei liquidi di spremitura dei rifiuti, viene recuperata e convogliata al compostaggio per la fase di maturazione (di poche settimane). Questa frazione organica, che deriva dai reflui, arricchisce e migliora il compost ottenuto direttamente dalla FORSU (con la linea di compostaggio tradizionale) in quanto contiene molecole organiche più facilmente decomponibili (una volta distribuite al suolo) e ben igienizzate. Tutte le misure di efficientamento previste negli elaborati progettuali (che ci riserviamo di esaminare più accuratamente), sembrano andare nella direzione di una significativa riduzione dell’impatto ambientale dell’impianto Tersan di Modugno (anche per le emissioni odorigene) e si inquadrano perfettamente nella Strategia Energetica Nazionale (per lo sviluppo di gas rinnovabili e del biometano, in particolare) e in quella europea (che proprio recentemente  ha approvato il regime di sostegno italiano per la produzione e la distribuzione di biocarburanti avanzati, tra cui il biometano ottenibile da rifiuti biodegradabili e da biomasse agricole, di 4,7 miliardi di euro). Gli Ecodem Puglia ritengono che non vi siano, sulla scorta delle conoscenze acquisite, controindicazioni alla realizzazione di questo impianto integrativo, che rientra nei criteri generali dell’Economia Circolare (con il trattamento di altre 3500 t/anno di reflui) e può rappresentare una forte spinta innovativa al sistema di compostaggio della FORSU pugliese, che potrebbe immettere sul mercato ammendante compostato di migliore qualità.

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